Friends: Andrea Ferrari + NM3
L’era post-pandemica ha attribuito alla cultura outdoor un nuovo significato socio-politico. Ciò che un tempo era un ambito di nicchia o puramente funzionale è diventato uno spazio di riorientamento collettivo. Il diffuso ritorno alla natura, agli spazi aperti e ad ambienti meno mediati dalle infrastrutture non ha soltanto modificato le abitudini, ma ha anche ridefinito il ruolo simbolico degli oggetti. In questo contesto, il gorpcore non rappresenta soltanto un approccio estetico, ma l’espressione di trasformazioni più profonde: il desiderio di essere resilienti, indipendenti e più vicini alla dimensione fisica del mondo.
La collaborazione tra QuadroDesign, NM3 e il designer Andrea Ferrari si inserisce perfettamente in questo scenario. OG—NM301, uno sgabello in acciaio inossidabile progettato per l’utilizzo outdoor, nasce dall’affinità condivisa tra i partner per la produzione industriale, la semplificazione e la trasparenza strutturale. Ispirato ai principi della progettazione aeronautica e della costruzione delle biciclette, l’oggetto rappresenta un esempio di competenza tecnica applicata al contesto domestico, senza comprometterne la funzione originaria.
Intervista a cura di Simone Lorusso
“L’idea è nata dopo aver visitato, insieme a Francesco di NM3, l’officina di uno storico produttore di biciclette di Milano. In passato realizzavano componenti tramite piegatura di tubi in acciaio, e questo mi ha fatto pensare che potesse essere una direzione interessante da esplorare.”
— Andrea Ferrari
Andrea, il tuo lavoro parte spesso dai processi produttivi piuttosto che dalla forma. In che modo questo approccio ha influenzato lo sviluppo di OG—NM301?
AF: L’idea è nata dopo aver visitato, insieme a Francesco di NM3, l’officina di uno storico produttore di biciclette di Milano. In passato realizzavano componenti tramite piegatura di tubi in acciaio, e questo mi ha fatto pensare che potesse essere una direzione interessante da esplorare. Allo stesso tempo, sono sempre stato affascinato dalle macchine a controllo numerico (CNC), che nell’industria della bicicletta hanno avuto un ruolo fondamentale nel definire un’intera generazione di prodotti. Questi riferimenti — dalla piegatura dei tubi alle lavorazioni CNC, fino ai più ampi processi industriali legati alla progettazione e alla produzione delle biciclette — hanno rappresentato una forte influenza nello sviluppo di questo oggetto.
Il lavoro di NM3 affonda le proprie radici nel modernismo e nel funzionalismo. In che modo OG—NM301 si inserisce nella vostra filosofia progettuale?
NM3: OG—NM301 si inserisce in una solida serie di sgabelli precedentemente progettati da NM3. La collaborazione con QuadroDesign e Andrea Ferrari ha naturalmente portato a una reinterpretazione degli oggetti sistemici che caratterizzano il nostro lavoro, mantenendo però la precisione industriale distintiva del marchio e l’attenzione all’onestà strutturale e alla facilità di assemblaggio. Mantenere l’acciaio inossidabile grezzo come materiale principale del progetto è stata una scelta naturale e razionale, capace di dimostrarne sia la versatilità sia il rigore e l’adattabilità della metodologia progettuale di NM3
Considerate OG—NM301 parte di una più ampia ridefinizione dell’abitare, in cui gli oggetti non sono più legati a interni specifici ma operano trasversalmente tra ambienti e usi differenti?
AF: OG—NM301 è uno sgabello interamente realizzato in acciaio inossidabile. L’idea è quella di un complemento d’arredo che estende le tecnologie e le tecniche produttive che QuadroDesign utilizza per la realizzazione della propria rubinetteria. È quindi un oggetto capace di vivere in contesti diversi: accanto a un tavolo da pranzo o in uno studio, come seduta per lavorare, ma anche in ambienti a contatto con l’acqua. Può essere utilizzato senza problemi in bagno, così come negli spazi esterni della casa.
“Una metodologia rigorosa aiuta a evitare affermazioni arbitrarie e può essere applicata a progetti architettonici di qualsiasi scala. Più nello specifico, il pensiero razionale e l’astrazione ordinaria ampliano le possibilità di risposta ai problemi spaziali e funzionali contemporanei.”
— NM3
NM3: Ciò che progettiamo e produciamo non nasce con l’intento di comunicare un messaggio specifico. La versatilità sia del linguaggio dell’oggetto sia delle proprietà del materiale è certamente un aspetto rilevante, poiché porta con sé una forte capacità di adattamento e, in questo senso, anche una certa vicinanza all’estetica gorpcore. Quando un prodotto incarna queste caratteristiche acquisisce un valore particolare; in ultima analisi, però, è l’utente a definirne l’utilizzo, rendendo possibili molteplici scenari, sia all’interno che all’esterno della casa. Una metodologia rigorosa aiuta a evitare affermazioni arbitrarie e può essere applicata a progetti architettonici di qualsiasi scala. Più nello specifico, il pensiero razionale e l’astrazione ordinaria ampliano le possibilità di risposta ai problemi spaziali e funzionali contemporanei.
Il progetto richiama sia il mondo dell’aviazione sia quello della costruzione delle biciclette. Cosa rappresentano per voi, a livello concettuale, questi due universi?
AF: La bicicletta e l’aereo sono, per me, in forme diverse, due simboli di libertà al servizio dell’essere umano. Dal punto di vista progettuale e ingegneristico, però, rappresentano due mezzi diametralmente opposti: l’aereo è estremamente complesso e la sua scala macroscopica contrasta con i componenti spesso minuscoli di cui è composto. La bicicletta, al contrario, è costituita da pochissimi elementi, facilmente comprensibili, che tuttavia devono funzionare in modo impeccabile. È interessante pensare che questi due mondi, così lontani concettualmente e negli spazi in cui operano, condividano tecnologie molto simili nella produzione dei loro componenti. In questo senso, OG—NM301 vuole essere un punto d’incontro: leggero come un aereo, ma radicato a terra come una bicicletta.
La collaborazione con QuadroDesign ha introdotto lavorazioni CNC ad alta precisione. In che modo questo ha influenzato il progetto?
NM3: Lo sgabello rappresenta in modo discreto una collaborazione originale tra due aziende di design, sviluppata in maniera non troppo distante dalle collaborazioni tra marchi di moda dei primi anni Duemila: una fusione pragmatica di competenze estetiche e tecniche. NM3 e QuadroDesign condividono chiaramente valori comuni, oltre a un interesse reciproco per i materiali, il minimalismo, la precisione industriale e i processi produttivi. OG—NM301 unisce metaforicamente i due marchi assemblando letteralmente elementi realizzati con cura da entrambe le realtà produttive, e il risultato finale riflette proprio questa sintesi.
Sei profondamente coinvolto nella cultura outdoor e nell’abbigliamento sperimentale. In che modo il gorpcore influenza il tuo approccio al product design?
AF: Quello che oggi definiamo abbigliamento gorpcore rappresenta per me, prima di tutto, una questione di funzione. Il design è la conseguenza di una ricerca su materiali ad alte prestazioni che rispondono a esigenze specifiche dell’ambiente outdoor. In questo senso, il compito principale del designer è senza dubbio la ricerca e la chiarezza progettuale, attribuendo a un prodotto una funzione precisa e ben definita. Questo significa progettare con una piena consapevolezza delle capacità produttive di chi realizzerà l’oggetto, mantenendo un approccio realistico e riportando i processi all’interno di una dimensione di funzionalità evidente. Questi valori e questo modo di pensare, che ho sviluppato negli ultimi anni, hanno certamente influenzato il progetto di OG—NM301, eliminando elementi superflui e materiali inutili e dando vita a un oggetto monomaterico concepito, prima di tutto, per essere prodotto industrialmente.
La durabilità, in questo caso, non è soltanto tecnica ma anche culturale. Come interpretate la longevità come valore progettuale rispetto ai modelli contemporanei di consumo?
NM3: NM3 considera la durabilità un valore ecologico fondamentale, espresso non solo attraverso i materiali ma anche attraverso il proprio metodo e approccio progettuale. In modo relativamente low-tech, lo studio sostiene silenziosamente principi costruttivi duraturi, quasi antichi. L’assemblabilità e l’adattabilità dei nostri sistemi, aspetti che emergono anche nella collaborazione con QuadroDesign e Andrea Ferrari, sono elementi essenziali di un approccio al design pensato per durare nel tempo.
Nel contesto post-pandemico, lo spazio esterno è diventato uno dei principali luoghi della vita quotidiana. In che modo questo cambiamento modifica la vostra idea di dove e come il design debba operare?
AF: Da grande appassionato dell’outdoor e degli oggetti progettati per la vita all’aperto — come l’attrezzatura da campeggio e l’equipaggiamento funzionale — credo che ciò che questo mondo possa offrire al design degli interni sia la ricerca dell’essenzialità. Un’essenzialità intesa come funzione e come chiarezza dell’uso finale di un prodotto. Questo non significa che un oggetto debba necessariamente esistere in un solo tipo di ambiente, ma piuttosto che possa convivere in situazioni differenti grazie a valori come la durabilità dei materiali e la riparabilità. È proprio qui che il design outdoor e quello indoor possono trovare un terreno comune.
“Da grande appassionato dell’outdoor e degli oggetti progettati per la vita all’aperto, credo che ciò che questo mondo possa offrire al design degli interni sia la ricerca dell’essenzialità.”
— Andrea Ferrari