Bar Rito by Sagoma Studio
In una città che corre veloce, Bar Rito nasce come uno spazio che invita a rallentare. Un progetto di Sagoma Studio che interpreta il bar non solo come luogo di servizio, ma come ambiente quotidiano, intimo e condiviso.
Situato in via Maiocchi, nel quartiere di Porta Venezia a Milano, il progetto si sviluppa all’interno di uno spazio compatto di circa 50 mq, affacciato sulla strada con due vetrine. Qui, l’intervento lavora su un equilibrio sottile tra preesistenza e nuovo, seguendo un approccio essenziale e non gerarchico, dove ogni scelta contribuisce alla costruzione dello spazio. La materia esistente non viene nascosta, ma resa visibile. Il pavimento originale in graniglia viene recuperato e riportato alla luce, lasciando emergere anche le tracce degli interventi contemporanei in cemento. Le pareti vengono scrostate, rivelando texture stratificate e lavorazioni non finite che costruiscono un linguaggio diretto, quasi crudo.
L’architettura aggiunge solo ciò che è necessario. Il bancone in marmo si impone come elemento compatto e materico, mentre la struttura retrostante in acciaio — tecnica e dichiarata — organizza lo spazio e ne definisce il ritmo operativo. All’interno di questo sistema, abbiamo contribuito con due miscelatori da cucina in acciaio inox posizionati nello spazio bar, integrati come strumenti di lavoro visibili e parte attiva della composizione. La loro presenza non è accessoria, ma parte del dispositivo.
Nel passaggio verso la zona più domestica, il progetto mantiene la stessa coerenza. Qui abbiamo sviluppato un sifone da terra custom e una serie di collegamenti su misura, pensati per rimanere esposti e costruire una continuità tra funzione tecnica e linguaggio architettonico. Accanto a questi elementi, sono stati introdotti i nuovi accessori disegnati da Maddalena Casadei, che lavorano per sottrazione, inserendosi nello spazio con una presenza minima ma precisa.
Fondato a Milano nel 2023 da Marco Mannacio Soderini e Benito Zanzico, Sagoma Studio sviluppa una ricerca progettuale che mette in discussione le convenzioni, lavorando sull’eliminazione del superfluo e su un’idea di architettura in cui la forma segue la funzione e la semplicità diventa espressione di sofisticazione. Bar Rito si inserisce in questa traiettoria: un progetto calibrato, dove sottrazione e precisione permettono alla materia di emergere, costruendo un equilibrio tra disegno e casualità, tra memoria e nuova definizione dello spazio.