Trastevere Liberty by STUDIOTAMAT
Nel cuore di Roma, nel quartiere di Trastevere, STUDIOTAMAT reinterpreta un piccolo villino Liberty celato nella corte interna di un edificio di fine Ottocento. Un’architettura dimenticata – in passato abitazione del custode o ambulatorio medico di quartiere – che oggi diventa un rifugio urbano intimo per due persone, distribuito su tre livelli e completato da una terrazza verde.
L’intervento nasce da un attento processo di sottrazione e dalla valorizzazione degli elementi più caratterizzanti dell’edificio. La veranda su strada, con vetri cattedrale nei toni del verde, rosa e giallo, viene restaurata rispettandone ritmo e cromie, ma ricostruita con un nuovo telaio in acciaio e vetri a controllo solare. Eliminando la separazione tra veranda e interno, lo spazio abitativo si amplia e viene attraversato da una luce naturale mutevole durante l’arco della giornata.
All’interno, il layout viene radicalmente riorganizzato per superare la frammentazione originaria. La cucina viene spostata in prossimità della veranda e concepita come un volume lineare ed essenziale, sormontato da un piano in marmo Verde Alpi e privo di pensili. In questo ambiente è stato scelto il miscelatore 398 della serie Cucina Inox di QuadroDesign, realizzato in acciaio inossidabile AISI316L, come contrappunto funzionale e materico alla palette del progetto, che sfuma dal nero al terracotta e dialoga con i pavimenti originali in cotto.
Una nuova scala a gradini alternati in legno di castagno diventa il fulcro architettonico dell’intervento. Il primo gradino, rivestito in Verde Alpi, costituisce la base scultorea di una libreria su misura integrata nel sottoscala. Un volume blu intenso organizza i servizi al piano terra e prosegue verticalmente fino al bagno principale al livello superiore. Qui trovano spazio le rubinetterie FFQT disegnate da Formafantasma per QuadroDesign, in alcuni casi specificate anche in finitura nero PVD, rafforzando il carattere grafico e materico dell’insieme.
L’apertura parziale del soppalco introduce una doppia altezza che aumenta la profondità spaziale e le connessioni visive tra i livelli. Pannelli in vetro e superfici specchiate moltiplicano le riflessioni, amplificando luce e verticalità. I pavimenti in parquet Foret e gli arredi su misura costruiscono una continuità tra zona giorno e zona notte, mentre una seconda scala a chiocciola in ferro grezzo con pedate in ciliegio collega la camera allo studio, diventando un ulteriore elemento scultoreo.
Inserito con discrezione in uno dei quartieri più identitari di Roma, il progetto svela il potenziale latente di un edificio trascurato attraverso un linguaggio architettonico misurato ma espressivo. Un equilibrio tra memoria e contemporaneità definisce un paesaggio domestico in cui materiali, luce e forme essenziali costruiscono un rifugio urbano silenzioso, preciso e duraturo.